Pubblicato 
venerdì, 06 Maggio 2022
Fabiana Bianchi

World Press Photo a Roma, la mostra di fotogiornalismo con gli scatti più belli al mondo

Anche quest'anno Roma ospita il World Press Photo che si può visitare dal 28 aprile al Palazzo delle Esposizioni, fino al 12 giugno 2022.

Si tratta del più prestigioso concorso di fotogiornalismo al mondo che quest'anno è arrivato alla 65esima edizione. In mostra ci sono sempre dei veri e propri capolavori fotografici, scatti realizzati dai migliori fotogiornalisti del mondo in diversi paesi, anche in zone di guerra o in aree immerse nella natura, spesso anche difficili da raggiungere.

Ogni anno il World Press Photo premia decine di fotografi professionisti ed in questa edizione, degli oltre 4000 partecipanti che da 30 paesi hanno inviato quasi 65000 foto, sono arrivate 122 foto come finaliste.

Queste, sono divise nelle seguenti sezioni che si possono visitare a Roma:

La World Press Photo of the Year

Tra tutte le foto raggruppate nelle quattro sezioni, una emerge ogni anno come migliore dell'anno, la cosiddetta World Presso Photo of the Year. Quest'anno si tratta dello scatto di Amber Bracken, fotografa canadese per il New York Times. L’immagine ritrae una fila di abiti rossi appesi a croci di legno lungo una strada: si tratta di un tributo in ricordo dei bimbi indigeni morti alla Kamloops Indian Residential School, in British Columbia, Canada.

Rena Effendi, la presidente della giuria globale, ha dichiarato:

È un’immagine che si insinua nella memoria e ispira una sorta di reazione sensoriale. Potevo quasi sentire la quiete in questa fotografia, un momento tranquillo di resa dei conti globale per la storia della colonizzazione, non solo in Canada ma in tutto il mondo.

Infatti, vuole ricordare quello che solo ultimamente è stato riconosciuto come un genocidio iniziato nel 1863 e conclusosi nel 1998. Nelle Scuole residenziali cattoliche del Canada furono internati circa 150mila bambini nativi che, a causa delle leggi razziali del governo canadese, non facevano più ritorno dalle loro famiglie Sono nel 2008 se ne parlò di più e ci furono le scuse del Governo.

Kamloops Indian Residential School
Kamloops Indian Residential School. Credit: Amber Bracken per The New York Times

World Press Photo Story dell’anno

A trionfare qui è la foto "Saving Forests with Fire" di Matthew Abbott per National Geographic/Panos Pictures. La foto ci mostra come gli aborigeni australiani bruciano la terra con la combustione a freddo, una pratica tradizionale. Il fuoco si muove in maniera lenta e brucia solo il sottobosco, eliminando i residui vegetali che possono creare incendi più grandi. Così, si diminuisce anche la CO2 nell'atmosfera.

Saving Forests with Fire
Saving Forests with Fire. Credit: Matthew Abbott per National Geographic/Panos Pictures

World Press Photo Long-Term Project Award

Questo premio è stato vinto da Lalo de Almeida, brasiliano, per la foto "Amazonian Dystopia", scattate per Folha de São Paulo/Panos Pictures. Documenta le condizioni tragiche della Foresta Amazzonica che da anni subisce deforestazione, estrazione mineraria, scelte di sviluppo infrastrutturale a causa del Governo Bolsonaro.

Amazonian Dystopia
Amazonian Dystopia. Credit: Lalo de Almeida per Folha de São Paulo/Panos Pictures

World Press Photo Open Format Award

Si tratta di una nuova categoria per progetti realizzati anche con altri media come video, documentari, foto disegnate ed interattivi. Ha vinto Isadora Romero con il video "Blood is a Seed (La Sangre Es Una Semilla)".

È un video in cui, tramite foto digitali e cinematografiche, anche scattate su pellicola 35mm scaduta e ridisegnate, si mostrano la scomparsa dei semi, la colonizzazione e la migrazione forzata in Ecuador.

Blood is a Seed
Blood is a Seed, Credit: Isadora Romero

Informazioni sul World Press Photo

Quando

dal 28 aprile al 12 giugno 2022

Dove

Palazzo delle Esposizioni, Via Nazionale 194

Orario

Prezzi

Contatti

Palazzo delle Esposizioni

Foto copertina: World Press Photo - Contest Southeast-Asia-and-Oceania, Fionde (Anonimo)

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