Guida a Piazza Navona: fontane, storia e cosa vedere intorno
Piazza Navona non è solo una delle piazze più fotografate di Roma: è un palcoscenico a cielo aperto dove arte barocca, archeologia romana e vita quotidiana convivono da duemila anni. La sua forma allungata non è un caso — ricalca esattamente il perimetro dello Stadio di Domiziano, l’arena che l’imperatore fece costruire nell’85 d.C. per ospitare gare di atletica davanti a 30.000 spettatori.
Oggi è il salotto barocco di Roma, dominato dai capolavori di Bernini e Borromini, ed è tappa obbligata in qualsiasi itinerario per chi visita Roma per la prima volta. Ecco tutto quello che c’è da sapere per esplorarla al meglio.
Storia: dallo Stadio di Domiziano alla piazza barocca
L’antico Stadio di Domiziano (conosciuto anche come Circus Agonalis) era lungo 275 metri e largo 106, con una capienza di circa 30.000 spettatori. A differenza del Circo Massimo, qui non si correvano bighe ma si tenevano gare ginniche — da cui il nome latino in agonis, “giochi”, che nel tempo si trasformò in in agone e poi in navone, fino all’attuale Navona.
Nel Medioevo la piazza mantenne la sua vocazione ludica: vi si tenevano tornei, giostre e corse di cavalli. La svolta monumentale arrivò nel XVII secolo con papa Innocenzo X della famiglia Pamphilj, che scelse questo luogo per erigere il proprio palazzo di famiglia e trasformò la piazza nel cuore pulsante della Roma barocca. Fu sotto il suo pontificato che nacquero la Fontana dei Quattro Fiumi e la chiesa di Sant’Agnese in Agone.
Le tre fontane monumentali
Fontana dei Quattro Fiumi (Bernini)
Al centro della piazza troneggia il capolavoro di Gian Lorenzo Bernini, realizzato tra il 1648 e il 1651. Quattro figure colossali rappresentano i fiumi dei quattro continenti allora conosciuti: il Nilo (Africa), il Gange (Asia), il Danubio (Europa) e il Rio de la Plata (Americhe). L’obelisco che svetta al centro è l’Obelisco Agonale, di epoca romana, proveniente dal Circo di Massenzio sull’Appia Antica.
Da non perdere: la leggenda della rivalità tra Bernini e Borromini. Si dice che la statua del Rio de la Plata abbia il braccio alzato per proteggersi dal crollo della chiesa di Sant’Agnese, progettata dal rivale Borromini. In realtà la fontana fu completata prima della chiesa: la storia è suggestiva ma priva di fondamento storico.
Fontana del Moro (estremità sud)
Progettata da Giacomo della Porta nel 1575, fu completata da Bernini nel 1654 con la scultura centrale del Moro che lotta con un delfino. I tritoni laterali sono aggiunte ottocentesche. Un dettaglio curioso: la vasca è in marmo di Portasanta, lo stesso materiale rosa-venato usato nell’antichità per la decorazione della Porta Santa delle basiliche romane.
Fontana del Nettuno (estremità nord)
Anch’essa disegnata da Giacomo della Porta nel 1574, rimase a lungo priva di decorazioni scultoree — i romani la chiamavano la “fontana dei Calderai”. Solo nel 1878, in occasione di una visita del nuovo Regno d’Italia, fu completata con la scena di Nettuno che combatte una piovra, opera di Antonio Della Bitta e Gregorio Zappalà.
Sant’Agnese in Agone
Affacciata sul lato ovest della piazza, la chiesa fu progettata da Girolamo Rainaldi e dal figlio Carlo, poi completata da Francesco Borromini tra il 1653 e il 1657. Sorge sul luogo dove, secondo la tradizione, Sant’Agnese subì il martirio: esposta nuda nello stadio, i suoi capelli crebbero miracolosamente coprendone il corpo.
Da vedere all’interno: la pianta a croce greca, la cupola affrescata da Ciro Ferri e Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio, e gli altari laterali con pale marmoree di raffinata fattura. Nella cripta è conservato il teschio di Sant’Agnese, mentre al piano interrato si trovano resti di pavimentazione romana e botteghe medievali.
L’ingresso è gratuito. Orari: generalmente dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00; la domenica apre alle 10:00.
Palazzo Pamphilj e dintorni
Sul lato sud-occidentale si affaccia Palazzo Pamphilj, fatto costruire da Innocenzo X come dimora di famiglia. L’interno custodisce la Galleria degli Specchi affrescata da Pietro da Cortona con le Storie di Enea (1651-1654), uno dei cicli pittorici barocchi più spettacolari di Roma. Oggi l’edificio ospita l’Ambasciata del Brasile: la galleria è visitabile su prenotazione.
Lo Stadio di Domiziano sotterraneo
Chi vuole scendere sotto il livello attuale della piazza può visitare lo scavo archeologico di Via di Tor Sanguigna 3 (ingresso a pagamento, circa 9€). Si cammina tra le arcate in laterizio dell’antico stadio, a circa 5 metri sotto il piano di calpestio. Un percorso suggestivo che restituisce la scala autentica della struttura imperiale e mostra i materiali originali di costruzione: travertino, tufo e mattoni bipedali.
Cosa vedere intorno a Piazza Navona
Piazza Navona è il punto di partenza perfetto per esplorare il Rione Parione e i quartieri circostanti. Ecco cosa non perdersi:
Chiesa di San Luigi dei Francesi
Indirizzo: Piazza di San Luigi de’ Francesi, a 3 minuti a piedi verso est.
Cosa lo rende speciale: Chiesa nazionale francese dal 1589, custodisce tre tele monumentali di Caravaggio nella Cappella Contarelli: il ciclo di San Matteo. La Vocazione di San Matteo è considerata uno dei dipinti più rivoluzionari della storia dell’arte per l’uso drammatico della luce.
Da non perdere: Il fascio di luce che taglia la scena nella Vocazione — è consigliabile portare monete da 1€ per illuminare le tele con il sistema a gettoniere.
Palazzo Altemps
Indirizzo: Via di Sant’Apollinare 46, a due isolati a nord della piazza.
Cosa lo rende speciale: Una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano, ospitato in un palazzo rinascimentale con cortile porticato. La collezione comprende sculture antiche straordinarie come il Trono Ludovisi, il Galata suicida e il sarcofago romano con scene di battaglia.
Da non perdere: Il loggiato affrescato con giardino pensile: un angolo di quiete a due passi dalla folla della piazza.
Via dei Coronari
Indirizzo: Parte dall’estremità nord di Piazza Navona (lato Fontana del Nettuno) e sale verso nord fino a Via dei Pianellari.
Cosa la rende speciale: Una delle strade più antiche e suggestive di Roma, lastricata in sampietrini, fiancheggiata da antiquari, botteghe di restauro e negozi vintage. Il nome deriva dai venditori di corone del rosario che in epoca medievale avevano qui le loro botteghe — i “coronari”, appunto.
Da non perdere: Passeggiare al tramonto quando le vetrine degli antiquari si accendono e la strada si svuota dai turisti.
Pasquino e le statue parlanti
Indirizzo: Piazza di Pasquino, a 2 minuti a sud della Fontana del Moro.
Cosa lo rende speciale: Il torso marmoreo di Pasquino è la più celebre delle statue parlanti di Roma. Dal XVI secolo i romani vi affiggevano satire anonime contro il potere — le famose “pasquinate”. La statua proviene proprio dallo Stadio di Domiziano e fu rinvenuta durante i lavori di ristrutturazione di Palazzo Orsini nel 1501.
Da non perdere: Leggere le pasquinate ancora oggi affisse; la tradizione non si è mai spenta del tutto.
Pantheon
Indirizzo: Piazza della Rotonda, a meno di 5 minuti a sud-est.
Cosa lo rende speciale: Il monumento antico meglio conservato di Roma, con la sua cupola in calcestruzzo di 43 metri di diametro — ancora oggi la più grande al mondo in cemento non armato. Consacrato come chiesa cristiana nel 609 d.C., ospita le tombe di Raffaello Sanzio e dei re d’Italia Vittorio Emanuele II e Umberto I. Per approfondire, leggi la nostra guida completa al Pantheon.
Info pratiche
- Ingresso: la piazza è sempre aperta e gratuita
- Come arrivare: bus 30, 70, 81, 87, 492 (fermata Rinascimento o Zanardelli); dalle stazioni metro Barberini o Spagna circa 15 minuti a piedi
- Periodo migliore: al mattino presto (prima delle 9) o al tramonto, per evitare la folla e catturare la luce migliore
- Allagamenti storici: fino a fine Ottocento, nei weekend di agosto le fontane venivano chiuse per allagare la piazza concava e creare il “Lago di Piazza Navona” — un rito di refrigerio popolare oggi non più praticato
- Mercatino di Natale: da fine novembre al 6 gennaio la piazza ospita bancarelle, giostre e la tradizionale Befana
Piazza Navona è uno di quei luoghi che cambiano volto a ogni ora del giorno. Di mattina è degli artisti di strada che allestiscono cavalletti, al pomeriggio si riempie di voci e lingue da tutto il mondo, la sera diventa un teatro illuminato dove le fontane sembrano vive. Non serve un biglietto: basta fermarsi, alzare lo sguardo e lasciarsi avvolgere da duemila anni di storia.