Comites, 6,6 milioni di italiani all’estero chiamati al voto

Comites, 6,6 milioni di italiani all'estero chiamati al voto

Il 4 dicembre 2026 più di 6,6 milioni di italiani all’estero potranno votare per i Comites, i Comitati degli Italiani all’Estero. Sono organi consultivi che rappresentano le comunità italiane nei rapporti con ambasciate e consolati e che aiutano chi si trasferisce a integrarsi nel nuovo Paese. Di queste elezioni, però, quasi nessuno conosce l’esistenza.

Per votare non basta essere iscritti all’AIRE, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. Serve un’iscrizione separata nell’elenco elettorale del proprio consolato, da chiedere entro il 4 novembre 2026. La richiesta si presenta sul portale Fast It, via email o PEC con un documento d’identità, oppure direttamente allo sportello consolare. Senza iscrizione il plico elettorale non arriva.

  • 4 novembre 2026, termine per iscriversi all’elenco elettorale del consolato.
  • 4 dicembre 2026, data delle elezioni dei Comites.
  • Voto per corrispondenza, con scheda da restituire al consolato.

Come funzionano i Comites

I Comites sono composti da 12 o 18 membri e l’incarico è gratuito. I candidati si presentano in liste civiche senza affiliazione partitica ufficiale, anche se l’orientamento politico è spesso riconoscibile. Fino a un terzo dei componenti può essere formato da cittadini stranieri di origine italiana, una possibilità pensata soprattutto per le comunità storiche del Sudamerica.

Nel mondo sono attivi 118 Comites. 55 si trovano in Europa, 44 nelle Americhe, 10 in Asia e Oceania, 4 in Medio Oriente e 5 in Africa. Il lavoro cambia molto da un Paese all’altro. Accanto agli eventi culturali, molti comitati offrono sostegno burocratico per rinnovare documenti, riscuotere la pensione o affrontare pratiche amministrative.

Dopo la Brexit, per esempio, il Comites di Londra aprì uno sportello dedicato alle pratiche per restare nel Regno Unito. Altri comitati organizzano corsi di italiano per i figli degli italiani nati all’estero. In alcune zone del mondo sono un punto di riferimento difficile da sostituire.

Il caso di Johannesburg e Parigi

Il Comites di Johannesburg, in Sudafrica, fa da tramite tra il consolato e circa 35mila italiani sparsi in sei delle nove province del Paese, su una superficie di 500mila chilometri quadrati. Il presidente Piergiorgio Devalle spiega che, tra connessioni internet instabili e un sistema postale quasi inesistente, per molti cittadini il comitato è la via più semplice per raggiungere i servizi consolari. Negli ultimi dieci anni l’organismo ha promosso collette per chi è in difficoltà economiche o sanitarie e ha collaborato alla gestione di una casa-famiglia.

A Parigi la circoscrizione comprende 190mila persone in 47 dipartimenti, compresi quelli d’oltremare. Marco Rocchi, candidato con la lista Voci e Comunità, racconta che per presentare una lista servono più di 200 firme in un mese, quasi sempre raccolte in consolato. All’inizio si poteva firmare solo tra le 14 e le 17 nei giorni feriali. Dopo le richieste dei candidati è stata aggiunta una sessione straordinaria il sabato mattina.

Poche persone ai seggi

Alle ultime elezioni, nel 2021, gli aventi diritto erano circa 5,6 milioni. A votare sono stati in 136mila, meno del 3 per cento. Il voto avviene solo per corrispondenza. La scheda arriva a casa e va rispedita al consolato entro i termini indicati nel materiale elettorale.

La scarsa partecipazione dipende da due problemi strutturali. Il primo è che pochi italiani all’estero sanno cosa siano i Comites. Il secondo è la procedura, più complicata di quella prevista per le votare a Roma e per i referendum, dove l’iscrizione all’AIRE basta. Anche per i candidati le regole non aiutano, tra raccolte firme e orari ridotti degli uffici.

Il risultato è che in molte circoscrizioni esiste una sola lista. A ogni tornata il numero dei Comites cambia. Quest’anno, per esempio, Tel Aviv e Gerusalemme non terranno elezioni perché nessuna lista ha raggiunto il numero minimo di firme.

Per chi ha lasciato l’Italia, il voto per i Comites resta un passaggio poco pubblicizzato. Il termine per iscriversi scade il 4 novembre, un mese prima del voto. Chi è già nell’elenco elettorale riceverà il plico a casa. Chi non lo è non potrà votare, anche se è iscritto all’AIRE da anni.

Il tema riguarda da vicino anche molte famiglie romane con parenti trasferiti all’estero, seguite dalla sezione notizie dal mondo. Per informazioni sulle modalità aggiornate conviene consultare il sito del proprio consolato, dove sono indicati orari e canali di iscrizione.

Le novità si possono seguire nella sezione notizie dall’Italia. Le regole però non cambiano. L’iscrizione all’elenco elettorale resta l’unico modo per ricevere la scheda e partecipare al rinnovo dei comitati.

Fonti: Il Post, CGIL, Consolato d’Italia a Bruxelles.