Guida a Fontana di Trevi: storia e curiosità del simbolo di Roma
La storia millenaria
La Fontana di Trevi è molto più di una fontana: è il punto d’arrivo di uno degli acquedotti più antichi di Roma, l’Acqua Vergine (Aqua Virgo), costruito da Marco Vipsanio Agrippa nel 19 a.C. per alimentare le sue terme in Campo Marzio. La leggenda vuole che una giovane fanciulla – la “vergine” del nome – abbia indicato ai soldati di Agrippa la sorgente lungo la via Collatina.
Lungo quasi venti chilometri e in gran parte sotterraneo, è l’unico acquedotto di Roma antica a non aver mai smesso di funzionare. Dopo i danni dell’assedio goto del 537 d.C., fu restaurato più volte: nell’VIII secolo, nel XII, e poi nel 1453 da papa Niccolò V che incaricò Leon Battista Alberti di realizzare una nuova mostra d’acqua all’incrocio di tre strade – il trivio da cui probabilmente deriva il nome “Trevi”.
Nel 1640 papa Urbano VIII affidò a Gian Lorenzo Bernini il progetto di una fontana monumentale. Bernini spostò e ampliò la piazza, ma la morte del papa e la caduta in disgrazia dei Barberini bloccarono i lavori. Passarono quasi cent’anni prima che papa Clemente XII bandisse un nuovo concorso nel 1731.
Il vincitore fu Nicola Salvi, che iniziò i lavori nel 1732 e dedicò il resto della sua vita alla fontana, morendo nel 1751 senza vederla finita. L’opera fu completata da Giuseppe Pannini e dallo scultore Pietro Bracci, fino all’inaugurazione definitiva nel 1762 sotto papa Clemente XIII: trent’anni per realizzare quella che oggi è la fontana più famosa al mondo.
L’architettura e le sculture
La fontana occupa l’intera facciata di Palazzo Poli, un edificio nobiliare che Salvi trasformò in un fondale scenografico barocco. Le dimensioni sono imponenti: 26 metri di altezza per 49 di larghezza, la più grande fontana barocca di Roma.
Al centro della scena troneggia Oceano – non Nettuno, come spesso si crede – colossale statua in marmo di Carrara scolpita da Pietro Bracci. Oceano emerge da una nicchia su un carro a forma di conchiglia trainato da due cavalli marini, uno placido e uno imbizzarrito, che simboleggiano gli stati del mare, guidati da tritoni.
Nelle nicchie laterali due allegorie femminili: a sinistra l’Abbondanza, con cornucopia colma di frutti; a destra la Salubrità, che regge una coppa da cui beve un serpente, simbolo della purezza dell’Acqua Vergine.
I due bassorilievi sopra le nicchie raccontano la storia dell’acquedotto: a sinistra Agrippa approva il progetto, a destra la giovane fanciulla indica la sorgente ai soldati romani. In cima alla balaustra, quattro statue rappresentano le stagioni.
La scogliera in travertino su cui poggia l’intera composizione non è solo decorativa: Salvi la modellò ispirandosi a uno scoglio naturale che si trovava nel punto della sorgente originale. Tra le rocce compaiono piante, cactus e animali scolpiti – dettagli da cercare con attenzione.
La leggenda della monetina
La tradizione di lanciare una moneta nella Fontana di Trevi è il gesto turistico più iconico di Roma, ma ha origini sorprendentemente recenti. La leggenda popolare vuole che:
- Una moneta garantisca il ritorno a Roma
- Due monete facciano innamorare di un romano o una romana
- Tre monete portino al matrimonio
Il gesto va fatto con la mano destra sopra la spalla sinistra, dando le spalle alla fontana. La tradizione nella sua forma attuale nasce dal film “Three Coins in the Fountain” del 1954, diretto da Jean Negulesco, la cui canzone vinse l’Oscar nell’interpretazione di Frank Sinatra.
Prima del film esisteva un’altra usanza: chi voleva assicurarsi il ritorno a Roma doveva bere l’acqua dell’Acqua Vergine dalla fonte. Più antica e meno scenografica, è stata soppiantata dal lancio della moneta reso celebre dal cinema.
Ogni giorno vengono lanciate circa 3.000 monete, per oltre 1,4 milioni di euro all’anno. Dal 2007, l’intera somma è raccolta ogni notte e devoluta alla Caritas diocesana, che la destina all’assistenza dei senzatetto. Raccogliere monete dalla fontana è vietato ed è considerato furto di fondi destinati a beneficenza.
Come visitarla
Indirizzo: Piazza di Trevi, Rione Trevi, a pochi passi da via del Corso e dal Quirinale.
Cosa la rende speciale: La Fontana di Trevi non si limita a essere un capolavoro barocco: è un racconto di duemila anni che unisce ingegneria romana, arte e mito. L’impatto visivo quando si sbuca dal vicolo e ci si trova davanti alla fontana è uno dei momenti più emozionanti che Roma possa offrire.
Da non perdere: La visita notturna, con le luci che illuminano il marmo bianco e l’acqua. Per evitare la folla, i momenti migliori sono l’alba (6:00-7:30) e la tarda serata (dopo le 22:00).
Come arrivare: La fermata metro più vicina è Barberini (Linea A), a circa 500 metri. Scendendo a Spagna (Linea A) si raggiunge la fontana con una passeggiata di 10 minuti. Numerosi bus si fermano su via del Corso e via del Tritone.
Nei dintorni: La Fontana di Trevi è il punto di partenza perfetto per esplorare il centro barocco. A 5 minuti a piedi trovi il Pantheon, proseguendo arrivi a Piazza Navona con la Fontana dei Quattro Fiumi. Se hai più tempo, segui il nostro itinerario per un weekend a Roma che include tutte queste meraviglie.