Guida alla Basilica di San Clemente: tre livelli della storia di Roma
A pochi passi dal Colosseo, in via Labicana, si nasconde uno dei luoghi più straordinari di Roma. La Basilica di San Clemente è molto più di una chiesa: è una macchina del tempo che attraversa duemila anni di storia, scendendo attraverso tre livelli sovrapposti fino alla Roma imperiale del I secolo.
Tre livelli, duemila anni di storia
Ciò che rende San Clemente unica al mondo è la sua stratificazione. Sotto la basilica attuale del XII secolo si trova una basilica paleocristiana del IV secolo, e sotto ancora un complesso di edifici romani del I secolo con un tempio mitraico. È l’unico luogo dove si può camminare attraverso la storia di Roma in verticale, scendendo gradino dopo gradino fino a venti metri sotto il livello stradale attuale.
La scoperta si deve a Padre Joseph Mullooly, priore domenicano del convento, che tra il 1857 e il 1870 avviò gli scavi che riportarono alla luce la basilica inferiore e i resti romani, dimenticati per quasi settecento anni.
La Basilica Superiore (XII secolo)
Il mosaico absidale
Indirizzo: Piazza di San Clemente, 00184 Roma (rione Monti).
Cosa lo rende speciale: Entrando nella basilica superiore, lo sguardo è immediatamente catturato dal mosaico del catino absidale, uno dei capolavori dell’arte medievale romana. L’albero della vita si intreccia con tralci d’acanto che partono da un cespo alla base della croce, popolato da scene di vita quotidiana, animali e figure sacre. I colori oro e blu dominano la composizione, creando un effetto di straordinaria luminosità.
Da non perdere: La scritta che corre sotto il mosaico con la rappresentazione dei fiumi del paradiso terrestre, un dettaglio iconografico raro nelle chiese romane.
La Schola Cantorum e il pavimento cosmatesco
Cosa lo rende speciale: Il coro marmoreo al centro della navata è uno dei pochi esempi superstiti di schola cantorum medievale a Roma. I pannelli in marmo furono scolpiti a Costantinopoli nel VI secolo per la basilica paleocristiana e poi riutilizzati nell’edificio attuale. Il monogramma di Papa Giovanni II (Mercurio, 533-535), impresso sui plutei, testimonia questo straordinario reimpiego.
Da non perdere: Il pavimento cosmatesco, con le sue geometrie in marmi policromi, tipico dell’arte dei Cosmati che decorò le più importanti basiliche romane tra XII e XIII secolo.
La Cappella di Santa Caterina
Cosa lo rende speciale: Nella navata sinistra si apre la Cappella di Santa Caterina, affrescata tra il 1428 e il 1431 da Masolino da Panicale. Le scene della vita della santa e la celebre Crocifissione rappresentano uno dei cicli pittorici più importanti del primo Rinascimento a Roma, con una prospettiva e una resa delle figure che anticipano le innovazioni di Masaccio.
La tomba di San Cirillo
Cosa lo rende speciale: San Clemente custodisce le reliquie di San Cirillo, l’apostolo degli slavi e co-patrono d’Europa, morto a Roma nell’869 e sepolto nella basilica inferiore. Oggi le sue spoglie riposano nella cappella a lui dedicata, aggiunta nel 1880, meta quotidiana di pellegrini dall’Europa orientale.
La Basilica Inferiore (IV secolo)
Cosa lo rende speciale: Scendendo la scala nella navata destra si accede alla basilica paleocristiana, costruita trasformando una domus romana del III secolo in luogo di culto. Qui il tempo sembra essersi fermato. Le tre navate, i resti del pavimento a mosaico del VI secolo e il secretarium (la sacrestia antica) raccontano la vita della comunità cristiana delle origini.
Da non perdere: Gli affreschi medievali dell’VIII-XI secolo sono tra i più belli e meglio conservati di Roma. La scena della Messa di San Clemente è celebre per l’iscrizione in volgare — una delle più antiche testimonianze della lingua italiana — con le parole «Fili de le pute, traite!» rivolte ai persecutori del santo.
Un altro affresco straordinario narra la leggenda di Sisinnio, il prefetto pagano accecato e poi guarito da San Clemente, con didascalie che mescolano latino e volgare in modo quasi fumettistico.
Il livello romano e il Mitreo (I-II secolo)
Cosa lo rende speciale: Ancora più in basso, si raggiunge il livello romano del I secolo. Qui si trovano due edifici separati da uno stretto vicolo: una domus in mattoni e un grande edificio monumentale in blocchi di tufo e travertino, probabilmente parte della zecca imperiale. Nel II secolo, il seminterrato della domus venne trasformato in un Mitreo, il luogo di culto dei seguaci di Mitra.
Da non perdere: L’altare di Mitra con la scena del dio che sacrifica il toro (tauroctonia), perfettamente conservato. I banconi in pietra dove i fedeli partecipavano ai banchetti rituali e il soffitto a volta che imita una grotta — il mitreo doveva infatti riprodurre la caverna cosmica dove Mitra uccise il toro primordiale. L’acqua che ancora oggi scorre nel canale sotterraneo aggiunge un’atmosfera surreale all’ambiente.
Il contrasto tra il culto mitraico e la basilica cristiana sovrastante racconta il passaggio dal paganesimo al cristianesimo in modo più eloquente di qualsiasi libro di storia.
Orari, biglietti e come arrivare
La Basilica di San Clemente è aperta dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 12:30 (ultimo ingresso 12:00) e dalle 14:00 alle 18:00 (ultimo ingresso 17:30). La domenica e i festivi dalle 12:00 alle 18:00.
Il biglietto per gli scavi costa 10 euro (intero), 5 euro per studenti fino a 26 anni, gratuito per ragazzi sotto i 16 anni accompagnati e per disabili con accompagnatore. La prenotazione online è obbligatoria per accedere agli scavi archeologici, tramite il sito ufficiale basilicasanclemente.com. L’ingresso alla basilica superiore per la preghiera rimane gratuito.
Raggiungere San Clemente è semplicissimo: si trova a 5 minuti a piedi dal Colosseo, su via Labicana. La fermata metro più vicina è Colosseo (linea B). I bus 51, 85 e 87 fermano a pochi metri.
Se ti appassiona la Roma nascosta, dai un’occhiata alla nostra guida sulla Roma sotterranea, e non perderti la visita a San Giovanni in Laterano, a pochi minuti da qui.