Heimat/Patria-Straniero: cinque spettacoli al Mattatoio per Romaeuropa 2026

Heimat/Patria-Straniero: cinque spettacoli al Mattatoio per Romaeuropa 2026
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Cinque registi, sette attori, un solo tema. Heimat/Patria-Straniero approda al Mattatoio di Roma dentro il Romaeuropa Festival 2026: cinque spettacoli dal 21 al 30 ottobre, sempre alle ore 19, nella Pelanda (Teatro 1).

Il progetto è realizzato con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. In scena vanno sette allievi del corso di II livello in recitazione. Cambiano i registi e i testi, resta uguale il dispositivo scenico: stesso spazio, stessa luce, stessa struttura per tutti e cinque i titoli. Il filo è uno solo, la patria vista da fuori o rimpianta da lontano. Cinque sere, cinque sguardi diversi sullo stesso nodo.

Chi dirige e chi recita

Sul fronte regia la lista è corta e pesante: Thom Luz, Fabiana Iacozzilli, Leonardo Lidi, Leonardo Manzan, Ersan Mondtag. Luz porta il suo teatro musicale fatto di suono, spazio e luce. Iacozzilli è tra le registe più riconoscibili della scena italiana. Lidi lavora su drammaturgie sospese tra paesaggio reale e interiore. Manzan arriva dalla danza e dal teatro fisico. Mondtag chiude con la sua cifra visiva, tra memoria e dislocazione.

Gli interpreti sono gli allievi della Silvio d’Amico, la stessa compagnia per tutte le date. Un cast unico che si misura con cinque scritture diverse in dieci giorni. Il debutto è fissato per mercoledì 21 ottobre.

Il calendario, sera per sera

21 ottobre — Il ritorno dei 10 Ulisse in Patria, regia di Thom Luz

Apre la maratona Thom Luz con Il ritorno dei 10 Ulisse in Patria. Il regista svizzero lavora sulle tracce invisibili della memoria e dell’appartenenza, e lo fa con un linguaggio che sta tra concerto, performance e installazione. Prima sera utile: mercoledì 21 ottobre, ore 19.

23 ottobre — La trilogia di Belgrado, regia di Fabiana Iacozzilli

Venerdì 23 ottobre tocca a Fabiana Iacozzilli con La trilogia di Belgrado, testo cult della drammaturga serba Biljana Srbljanovic. In scena giovani sospesi tra guerra, esilio e voglia di futuro. La regia lavora su perdita, appartenenza e ricerca di un posto da chiamare casa.

25 ottobre — Edeyen, regia di Leonardo Lidi

Domenica 25 ottobre arriva Edeyen, il testo di Letizia Russo scelto da Leonardo Lidi. La drammaturgia si muove tra deserto reale e paesaggio interiore: attesa, perdita, identità. Lidi porta in scena un racconto trattenuto, con pochi gesti e molta aria.

27 ottobre — Il salto di Nureyev, regia di Leonardo Manzan

Martedì 27 ottobre è la volta di Leonardo Manzan e del suo Il salto di Nureyev. Il tema dello straniero passa dal corpo: il danzatore che fugge, il confine attraversato, il prezzo pagato per un palcoscenico libero.

30 ottobre — Winterreise, regia di Ersan Mondtag

Chiude venerdì 30 ottobre Ersan Mondtag con Winterreise, rilettura del testo di Elfriede Jelinek. Viaggio tra memoria, estraneità e dislocazione. È la serata finale della maratona, stessa ora delle altre: 19.

Biglietti, orari e come arrivare

I biglietti si comprano su Vivaticket e sul sito di Romaeuropa. Per Winterreise il prezzo indicato è 15 euro. Tutti gli spettacoli partono alle ore 19, quindi conviene arrivare con almeno venti minuti di margine: la Pelanda ha accessi separati e la fila si forma presto.

Il Mattatoio si raggiunge da piazza Orazio Giustiniani 4, lato Lungotevere Testaccio. Metro B fino a Piramide o Circo Massimo, poi una decina di minuti a piedi. In auto la zona è difficile per parcheggio: meglio mezzi pubblici. Chi vuole vedere più di una data può puntare su Edeyen (domenica) e Il salto di Nureyev (martedì), le due sere con meno concorrenza in città.

Consiglio pratico: controllare la disponibilità dei posti su Vivaticket prima di uscire, perché la capienza del Teatro 1 è limitata. Biglietti nominali? No, ma l’ingresso è contingentato.