Monte Soratte e Monti Lucretili: escursioni a un’ora da Roma
Roma è meravigliosa, ma ogni tanto scappare dal traffico e dal caos cittadino è quasi una necessità, soprattutto in estate. A meno di un’ora di macchina si trovano due aree naturali che sembrano fatte apposta per chi ama il trekking: il Monte Soratte e i Monti Lucretili. Due destinazioni diverse per carattere e paesaggio, accomunate dalla facilità di raggiungerle e dalla possibilità di fare escursioni adatte a tutti i livelli. Ecco cosa sapere, sentiero per sentiero.
Monte Soratte: il balcone di Roma
Il Monte Soratte è una cresta calcarea che si staglia solitaria nella bassa valle del Tevere, a pochi chilometri da Fiano Romano. Con i suoi 691 metri d’altezza, non sarà una vetta imponente, ma il suo profilo isolato lo rende riconoscibile da chilometri di distanza. Gli antichi romani lo chiamavano Soracte e lo consideravano un luogo sacro. Oggi la Riserva Naturale Provinciale Monte Soratte protegge questo piccolo gioiello naturalistico, offrendo una rete di sentieri ben segnalati per esplorarlo.
Il Sentiero degli Eremi
È il percorso più suggestivo e frequentato della riserva. Si parte dal borgo di Sant’Oreste, si sale lungo la Via degli Eremi e in circa un’ora si raggiungono in rapida successione quattro antichi eremi rupestri: Santa Lucia, Sant’Antonio, Santa Maria delle Grazie e San Silvestro. Quest’ultimo è il più affascinante, costruito su un antico tempio pagano dedicato al dio Soranus, completamente ristrutturato e circondato da un pianoro erboso con una vista pazzesca sulla Valle del Tevere.
Indirizzo: partenza da Sant’Oreste (RM), parcheggio nel centro del paese
Cosa lo rende speciale: in 4-5 km si toccano quattro eremi storici immersi in un bosco di lecci secolari, con panorami che spaziano dai Monti Sabini fino al mare. Il sentiero è di media difficoltà (dislivello 250 m) e adatto a chi ha un minimo di allenamento.
Da non perdere: l’Eremo di San Silvestro, che la domenica apre le porte ai visitatori.
I Meri del Soratte e il Bunker
Sul versante nord del Soratte si nascondono i Meri, spettacolari voragini carsiche profonde decine di metri, accessibili solo a speleologi esperti ma osservabili dall’alto lungo il sentiero. Nelle viscere della montagna, invece, si snodano le Gallerie del Monte Soratte, un enorme bunker costruito durante la seconda guerra mondiale che fungeva da rifugio antiaereo per l’alto comando tedesco. Oggi fa parte del “Percorso della Memoria” ed è visitabile con audioguida e realtà virtuale, che ricostruisce il bombardamento del 12 maggio 1944.
Indirizzo: ingresso bunker a Sant’Oreste (via della Caserma)
Cosa lo rende speciale: un percorso storico unico nel suo genere, che unisce natura e memoria. Le gallerie si estendono per oltre 4 km all’interno della montagna. Il biglietto costa circa 10 euro e la visita dura un’ora e mezza.
Da provare: abbinare la visita al bunker con un’escursione sul sentiero degli eremi nella stessa giornata.
L’anello di Sant’Oreste e gli altri percorsi
Per chi vuole un’escursione più lunga, il giro ad anello da Sant’Oreste (circa 9,5 km) permette di circumnavigare il monte, passare dall’Eremo di Santa Romana e godere di una visuale completa sulla Sabina e sui Monti Lucretili all’orizzonte. Ci sono anche percorsi più corti e adatti alle famiglie, come la passeggiata fino a Prato delle Cortelle, perfetta per un pic-nic all’ombra dei lecci.
Indirizzo: partenza da Sant’Oreste
Cosa lo rende speciale: la varietà di percorsi – dal facile anello da 4 km al più impegnativo giro completo da 10-12 km – rende Monte Soratte adatto a escursionisti di ogni livello. I sentieri sono segnalati con segnavia bianco-rossi.
Da provare: portare un binocolo per osservare i rapaci (poiana, gheppio, aquila minore) che volteggiano sulla cresta.
Monti Lucretili: natura selvaggia a due passi dalla città
Se il Soratte è una montagna solitaria, i Monti Lucretili sono un intero massiccio che si alza alle spalle della Tiburtina, a poco più di 30 km da Roma. Il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili si estende per oltre 18.000 ettari e comprende tredici comuni, offrendo oltre 240 km di sentieri tra boschi di faggio, pascoli d’alta quota e borghi medievali arroccati. Qui la natura è più selvaggia e i panorami mozzafiato.
Monte Gennaro: la cima simbolo
Con i suoi 1.271 metri, il Monte Gennaro (chiamato anche Monte Gennaro di Marcellina) è la vetta più famosa e frequentata dei Lucretili. Il sentiero classico parte da Prato Favale (frazione di Marcellina) e sale dolcemente attraverso un bellissimo bosco misto fino al Pratone, un ampio pianoro erboso dove è facile imbattersi in cavalli al pascolo. Da lì si raggiunge la vetta, con un panorama che spazia da Roma al Terminillo, dal Soratte ai Monti Prenestini.
Indirizzo: partenza da Prato Favale, Marcellina (RM)
Cosa lo rende speciale: è un’escursione di media difficoltà (circa 5-6 ore andata e ritorno, 600 m di dislivello) e regala una delle viste più ampie su tutto il Lazio. Il sentiero è ben segnalato e curato dal Parco. In cima si trova un’ara votiva e una croce metallica.
Da non perdere: il panorama dal Pratone, un vero e proprio balcone su Roma. Nelle giornate limpide si vede il mare.
Monte Pellecchia: il tetto dei Lucretili
Con i suoi 1.370 metri, Monte Pellecchia è la cima più alta dei Monti Lucretili. L’escursione parte dal borgo di Monteflavio e si inerpica tra faggete e radure fino alla vetta. Il percorso è più impegnativo di Monte Gennaro, ma regala un’esperienza più selvaggia e meno affollata. Sulla cima è possibile avvistare il volo dell’aquila reale, che qui nidifica stabilmente.
Indirizzo: partenza da Monteflavio (RM)
Cosa lo rende speciale: è l’escursione più alta e tecnica del comprensorio. Il dislivello è di circa 700 m e il tempo di percorrenza è di 4-5 ore tra andata e ritorno. I boschi di faggio offrono fresco riparo anche nelle giornate più calde.
Da provare: una sosta al borgo di Monteflavio dopo l’escursione, con le sue botteghe artigiane e i prodotti tipici locali.
I Laghi di Percile e gli itinerari facili
Non tutti i sentieri dei Lucretili sono per escursionisti esperti. Dal borgo medievale di Percile parte un comodo sentiero che in meno di un’ora conduce ai Laghi di Percile (detti anche Lagustelli), due piccoli specchi d’acqua di origine carsica circondati da canneti e faggete. È un percorso adatto a tutti, anche ai bambini, e in primavera si trasforma in un’esplosione di verde e fiori di campo.
Indirizzo: partenza dal centro di Percile (RM)
Cosa lo rende speciale: è probabilmente la passeggiata più facile e gratificante dei Lucretili. Il sentiero è pianeggiante, ben tenuto, e in 2 km si arriva ai laghi, dove si può fare un pic-nic all’ombra degli alberi.
Da non perdere: un giro nel borgo di Percile, uno dei più piccoli e autentici del Lazio, con le sue case in pietra e la fontana medievale.
Monte Guardia e gli altri itinerari
Il Parco offre molti altri sentieri meritevoli. Il Monte Guardia da Roccagiovine regala una camminata panoramica tra pascoli e boschi cedui, mentre il Sentiero Coleman attraversa tutto il parco da nord a sud per circa 30 km, ideale per chi ama il trekking lungo. E per chi cerca un’esperienza ancora più immersiva, la Via dei Lupi segue i percorsi della fauna selvatica attraverso le zone più remote della riserva.
Indirizzo: accesso dai vari comuni del Parco (Vicovaro, Licenza, Roccagiovine, Scandriglia, Palombara Sabina)
Cosa lo rende speciale: la rete sentieristica dei Lucretili è una delle più estese del Lazio. Ogni borgo offre un punto di partenza diverso e ogni sentiero regala un volto inedito di questa catena montuosa, con una biodiversità che sorprende per la vicinanza alla metropoli.
Da provare: segnatevi per una prossima volta la salita a Monte Serrapopolo da Scandriglia, un itinerario poco battuto ma spettacolare per la varietà degli ambienti attraversati.
Come organizzare la giornata
Sia Monte Soratte che i Monti Lucretili si raggiungono comodamente in macchina da Roma in meno di un’ora. Il periodo migliore per le escursioni è la primavera (con la vegetazione al massimo del verde) e l’autunno (con i colori caldi dei boschi), ma si cammina bene anche in estate partendo prestino. Portatevi acqua a sufficienza – sui sentieri non ci sono fontanelle – e scarpe da trekking. Se vi avanza tempo, Sant’Oreste, Monteflavio, Marcellina, Percile e gli altri borghi del Parco meritano una passeggiata tra le loro viuzze e le botteghe di prodotti tipici.
Perché se a Roma non ci si annoia mai, a volte la vera scoperta è quello che si trova appena fuori. Come i Castelli Romani, le spiagge più belle vicino Roma o le piscine all’aperto per l’estate 2026 – la Capitale è circondata da tesori naturali che aspettano solo di essere scoperti.