Street art a Roma: murales e quartieri da esplorare

Street art a Roma: murales e quartieri da esplorare
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Roma non è solo barocca e archeologica. C’è un volto più giovane, colorato e dinamico della Capitale: quello della street art. “Roma più di Berlino” ha titolato il New York Times, perché i murales nella Città Eterna non si contano più. Oltre 350 opere sparse in tutti i quartieri, dalle periferie al centro. Ecco i quartieri da esplorare per un tour di street art a Roma.

Tor Marancia — il museo condominiale

Indirizzo: Via di Tor Marancia 63, zona Ardeatina.

Cosa lo rende speciale: Il progetto Big City Life del 2015 ha trasformato il lotto 1 di questo storico complesso ATER in un museo a cielo aperto. Ventidue opere di 18 artisti internazionali ricoprono le facciate di 11 palazzine, in un dialogo tra residenti e creativi che non ha eguali in Italia. Passeggiare tra i palazzi significa entrare in un condominio dell’arte, dove ogni muro racconta una storia.

Da non perdere: “Il bambino redentore” di Seth, poetico e sognante; “I lottatori greco-romani” di Jaz, simbolo di forza e tensione; l’opera geometrica di Clemens Behr che gioca con lo spazio facendo quasi scomparire le finestre della facciata.

Quadraro — la street art resistente

Indirizzo: Quartiere Quadraro (metro A Porta Furba o Numidio Quadrato).

Cosa lo rende speciale: Qui nasce il MURo (Museo di Urban Art di Roma), ideato nel 2010 dall’artista David “Diavù” Vecchiato. Il Quadraro, storica “borgata ribelle” decorata con la Medaglia d’oro al merito civile per la Resistenza, porta la sua memoria anche sui muri. Una trentina di opere tra via dei Lentuli, via dell’Acqua Bullicante e dintorni, dove la street art dialoga con l’identità antifascista del quartiere.

Da non perdere: Le opere di Alice Pasquini, artista romana di fama internazionale con i suoi ritratti emotivi e narrativi; la serie “Nido di Vespe” dedicata alla resistenza locale; i “Melting Icons” di Diavù, murales che fondono icone del cinema con la storia del quartiere, tra cui il volto di Pier Paolo Pasolini.

Ostiense — l’anima industriale che diventa arte

Indirizzo: Via del Porto Fluviale e zone limitrofe, quartiere Ostiense.

Cosa lo rende speciale: L’ex quartiere industriale è oggi uno dei poli più vivaci della street art romana. Qui si trova “Hunting Pollution”, il murale mangia-smog di Federico Massa (Iena Cruz): 1000 metri quadrati dipinti con pitture fotocatalitiche che assorbono gli inquinanti, il più grande d’Europa nel suo genere. La zona è costellata di opere, locali alternativi e ristoranti etnici.

Da non perdere: Il volto di Pasolini di JB Rock, intenso e iconico; il dinosauro di via del Porto Fluviale, opera ironica su una palazzina interamente dipinta; i grandi murales lungo via Ostiense e nei pressi del Gazometro. Per chi vuole approfondire, merita una deviazione anche il progetto Caleidoscopio all’ex Manicomio di Santa Maria della Pietà, con oltre 30 murales realizzati da artisti come Jerico e Atoche (ne abbiamo parlato qui).

Pigneto — il volto bohémien

Indirizzo: Via Fanfulla da Lodi e dintorni, quartiere Pigneto.

Cosa lo rende speciale: Il Pigneto è il quartiere bohémien per eccellenza, amato da giovani, artisti e creativi. Tra bar alternativi, locali vintage e mercatini, i murales sono parte integrante del paesaggio urbano. La street art qui è ironica, poetica, spesso nascosta nei vicoli e nelle saracinesche.

Da non perdere: I lavori di Hitnes e Hogre, capaci di unire critica sociale e umorismo; gli interventi astratti e colorati lungo via Fanfulla da Lodi; le mini-opere nascoste tra i vicoli pedonali. Perfetto per un pomeriggio lento tra un murales e un aperitivo.

San Lorenzo — tra arte e attivismo

Indirizzo: Quartiere San Lorenzo, zona Università La Sapienza.

Cosa lo rende speciale: Quartiere universitario e da sempre culla di attivismo, San Lorenzo ha muri che parlano di politica, resistenza e memoria. I murales qui sono spesso provocatori, intensi, collettivi. Non semplici decorazioni ma veri e propri manifesti visivi.

Da non perdere: Il murale collettivo “San Lorenzo Resiste”, nato per commemorare il bombardamento del 1943; i ritratti femminili di Solo e Diamond; il dittico “Patrimonio Indigeno” di Lucamaleonte in via dei Piceni 38. Camminando senza fretta si scoprono messaggi, stencil e opere che cambiano di continuo.

Tor Bella Monaca e Rebibbia — i murales di periferia

Indirizzo: Largo Ferruccio Mengaroni (Tor Bella Monaca) e stazione metro B Rebibbia.

Cosa lo rende speciale: Anche le periferie romane sono tele giganti. A Tor Bella Monaca campeggia il murale di Jeeg Robot firmato da Solo, omaggio al film di Gabriele Mainetti girato proprio in questo quartiere. Alla stazione metro Rebibbia, invece, Zerocalcare ha dipinto un’opera di 30 metri quadrati che dà il benvenuto nel suo quartiere natale. In zona anche il celebre Capita di Blu, uno dei writer italiani più noti al mondo.

Da non perdere: Jeeg Robot di Solo, il murale di Zerocalcare in stazione, e se siete in zona, un salto a San Basilio dove si trovano altre opere di riqualificazione urbana.

Consigli pratici per esplorare la street art romana

  • Muoviti a piedi o in bici — i quartieri si esplorano meglio senza fretta.
  • Mattina o tardo pomeriggio — la luce è perfetta per le foto.
  • Cerca tour guidati — il MURo organizza visite settimanali in italiano e inglese al Quadraro.
  • Rispetta i residenti — sono quartieri vissuti, non set fotografici.
  • Non limitarti alle opere famose: a Roma anche una saracinesca può diventare arte.

Se ti piace scoprire angoli meno battuti di Roma, dai un’occhiata anche alla nostra guida su 10 luoghi insoliti e instagrammabili e ai vicoli segreti di Trastevere.

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Scritto da Redazione