Maria Mazzotta in «Amoreamaro» al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali il 7 novembre

Maria Mazzotta in «Amoreamaro» al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali il 7 novembre
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Sabato 7 novembre 2026, ore 17.30, il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma ospita Maria Mazzotta con il concerto «Amoreamaro». L’appuntamento rientra nella XIII edizione del Festival Popolare Italiano, diretto da Stefano Saletti.

La cantante salentina porta sul palco un progetto costruito sui molti volti dell’amore: brani della tradizione popolare, canzoni d’autore e composizioni in lingua salentina. Accanto a lei, alla fisarmonica, suona Antonino De Luca.

Un concerto dentro un museo

Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali si trova in piazza Santa Croce in Gerusalemme 9/a, a pochi passi dalla basilica. Suonare in questo spazio significa misurare la voce su una acustica diversa da quella di un club: meno amplificazione, più ascolto ravvicinato.

Il festival ha scelto la formula della rassegna diffusa, con appuntamenti in luoghi non sempre associati alla musica dal vivo. Per «Amoreamaro» il contesto conta: le collezioni di strumenti storici fanno da sfondo a un repertorio che nasce dalla trasmissione orale.

Amoreamaro: il progetto

Il titolo dice già molto: amore e amaro nello stesso respiro. Mazzotta lavora sulle sfumature, non sui contrasti netti. La tradizione salentina offre materiale che parla di passione, lontananza, gelosia, lavoro e migrazione, temi che tornano nelle composizioni originali.

La voce è lo strumento principale. Il concerto alterna momenti di canto a cappella e passaggi in cui la fisarmonica di De Luca costruisce la trama armonica. Un duo essenziale, senza orchestra, che lascia spazio alle parole.

Il repertorio attraversa anche la lingua salentina, che nel canto popolare conserva suoni e cadenze difficili da rendere in italiano. Per il pubblico romano è un’occasione per ascoltare un patrimonio musicale che raramente arriva nei circuiti delle grandi sale.

Il Festival Popolare Italiano

La rassegna, giunta alla tredicesima edizione, mette insieme gruppi e solisti della musica di tradizione italiana. La direzione artistica è di Stefano Saletti, musicista e ricercatore attivo da anni sul fronte del dialogo tra folk e contemporaneo.

Il programma si muove tra concerti serali e appuntamenti pomeridiani, con un’attenzione particolare ai luoghi della cultura. Il concerto del 7 novembre fa parte anche della programmazione Puglia Sounds 2026, il progetto regionale che sostiene la circolazione degli artisti pugliesi.

Chi segue la scena folk romana ritrova in cartellone nomi noti e progetti nuovi. La formula del festival, senza grandi palchi, punta sulla vicinanza tra musicisti e pubblico.

La tradizione salentina è legata soprattutto alla pizzica, ma il repertorio di Mazzotta non si esaurisce nel ballo. Il concerto include canti di lavoro, ninnenanne e testi di emigrazione, materiali raccolti in anni di ricerca e riletti in chiave personale.

Il museo, dal canto suo, conserva una collezione di strumenti storici che copre epoche e aree geografiche diverse. Visitarlo prima del concerto permette di arrivare all’ascolto con uno sguardo diverso: gli strumenti esposti raccontano tecniche e mestieri che il folk ha attraversato.

Maria Mazzotta, una voce del Salento

Cresciuta nel solco della tradizione salentina, Mazzotta ha costruito un percorso che unisce ricerca sul campo e scrittura contemporanea. Ha cantato in formazioni diverse, dal repertorio popolare ai progetti d’autore, mantenendo la voce come centro del lavoro.

«Amoreamaro» conferma questa direzione: un disco e uno spettacolo che non trattano la tradizione come reperto, ma come linguaggio vivo. Il concerto romano arriva in un periodo denso di appuntamenti per la musica dal vivo in città.

Il festival nasce per tenere insieme ricerca e spettacolo: i concerti sono preceduti da incontri e presentazioni, e il pubblico può seguire più tappe in città. «Amoreamaro» è una delle serate più attese del cartellone, perché unisce una voce riconoscibile a un repertorio poco frequentato dai palchi romani, con un suono che resta vicino alla voce naturale.

Info utili

  • Quando: sabato 7 novembre 2026, ore 17.30
  • Dove: Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, piazza Santa Croce in Gerusalemme 9/a, Roma
  • Cosa: Maria Mazzotta in «Amoreamaro», voce e fisarmonica con Antonino De Luca
  • Contesto: XIII Festival Popolare Italiano, direzione artistica di Stefano Saletti

Per biglietti e conferme sull’ingresso conviene contattare il museo o consultare il programma del festival. Chi cerca altri concerti nel fine settimana può dare un’occhiata alla sezione eventi a Roma, mentre per le mostre in corso c’è la pagina eventi arte e cultura. Il calendario completo del festival è consultabile anche dalla sezione cosa fare a Roma.