Centrale Montemartini: macchine e marmi nel museo più sorprendente di Roma
C’è un posto a Roma dove statue romane e motori Diesel convivono nello stesso spazio, e il risultato è uno dei musei più affascinanti della città. La Centrale Montemartini, in via Ostiense 106, è il secondo polo dei Musei Capitolini: un’ex centrale termoelettrica del 1912 trasformata in spazio espositivo nel 1997, dove l’archeologia classica dialoga con l’archeologia industriale.
Fu il primo impianto pubblico di produzione elettrica di Roma, costruito su progetto dell’ingegner Corrado Puccioni e inaugurato dal sindaco Ernesto Nathan il 30 giugno 1912. Intitolata a Giovanni Montemartini, assessore ai servizi tecnologici e teorico delle municipalizzazioni, la centrale alimentò la città fino al 1968, sopravvivendo anche ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Dopo trent’anni di abbandono, Acea la restaurò per farne un museo. L’inaugurazione avvenne con la mostra Macchine e dei, titolo che ancora oggi racconta perfettamente lo spirito del luogo.
La Sala Colonne: Roma repubblicana
Al piano terra, la Sala Colonne ospita i reperti della Roma repubblicana. Qui trovi la straordinaria ritrattistica del I secolo a.C., i resti dell’antichissima necropoli dell’Esquilino e testimonianze dell’introduzione del lusso nella sfera privata durante il II secolo a.C.
Nelle stanze laterali sono esposti sarcofagi di età imperiale, dalla metà del II secolo agli inizi del IV secolo d.C. Il più celebre è il sarcofago di Crepereia Tryphaena, con il suo raffinato corredo funebre che include una bambola d’avorio articolata. Dal 2017 è aperta anche la sala Dal mito al miracolo, dedicata ai sarcofagi tardo-imperiali.
La Sala Macchine: il cuore monumentale di Roma
Al primo piano, la Sala Macchine è lo spazio più scenografico. I due giganteschi motori Diesel della Franco Tosi di Legnano, silenziosi da oltre mezzo secolo, fanno da quinta teatrale a capolavori dell’arte antica provenienti dal centro monumentale di Roma.
Qui vedi il maestoso frontone del Tempio di Apollo Sosiano, con l’Amazzonomachia (originale greco del V secolo a.C.), la colossale testa della Fortuna Huiusce Diei dall’area sacra di Largo Argentina, e l’Antinoo come Apollo, capolavoro di età adrianea. Ci sono anche reperti dal Circo Flaminio, dal teatro di Pompeo e dal Celio, oltre a una galleria di ritratti imperiali e copie romane di originali greci.
La Sala Caldaie: horti e residenze imperiali
Sempre al primo piano, l’ex Sala Caldaie raccoglie reperti che un tempo adornavano giardini e residenze della Roma imperiale: dagli Horti Sallustiani agli Horti Liciniani, dagli Horti Variani agli Horti Lamiani sull’Esquilino.
Tra i pezzi più noti: la musa Polimnia, copia romana di un originale ellenistico, la Fanciulla seduta di età adrianea, e il Supplizio di Marsia in marmo rosso, rinvenuto nel 2009 nella Villa delle Vignacce al Parco degli Acquedotti. Spettacolare anche il mosaico con scena di caccia dagli Horti Liciniani, degli inizi del IV secolo d.C.
Dal novembre 2016, nell’ex sala caldaie n. 2, sono esposte le carrozze del treno pontificio di Pio IX, un gioiello di archeologia ferroviaria che aggiunge un ulteriore strato alla già ricca stratificazione del museo.
Informazioni pratiche
Indirizzo: Via Ostiense 106, Roma
Metro: Garbatella (Linea B), a pochi minuti a piedi
Orari: dal martedì alla domenica, ore 9.00-19.00 (ultimo ingresso alle 18.00). Chiuso il lunedì, 1° maggio e 25 dicembre. Il 24 e 31 dicembre apertura ridotta 9.00-14.00.
Biglietti: intero € 11,00 (+ € 1,00 di prevendita se acquistato online o al call center); ridotto € 6,50. Ingresso gratuito per i residenti a Roma e Città Metropolitana (da febbraio 2026, con documento d’identità) e per i possessori di MIC card. Prima domenica del mese: gratuito per tutti i residenti.
Contatti: call center 060608 (tutti i giorni 9.00-19.00) — centralemontemartini.org
Fino al 15 novembre 2026 è in corso la mostra “Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale”, inclusa nel biglietto d’ingresso con tariffa integrata.