Civita di Bagnoregio: la città che muore, borgo e dintorni

Civita di Bagnoregio: la città che muore, borgo e dintorni
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Arroccata su uno sperone di tufo a 443 metri d’altezza, circondata da un paesaggio di calanchi che il vento e la pioggia consumano da secoli: Civita di Bagnoregio è uno di quei posti che non assomiglia a nessun altro. La chiamano “la città che muore”, ma negli ultimi anni questo borgo della Tuscia è tornato a vivere grazie a un flusso turistico inarrestabile — e basta percorrere il ponte pedonale di 300 metri per capire perché. È una gita perfetta in giornata da Roma: si parte la mattina, si torna per cena con la sensazione di essere stati in un altro mondo.

Come arrivare da Roma

In auto, da Roma si prende l’A1 in direzione Firenze fino all’uscita Orvieto, poi si seguono le indicazioni per Bagnoregio. Il tragitto dura circa un’ora e mezza. Si parcheggia nel grande parcheggio a pagamento all’ingresso di Bagnoregio (costo intorno ai 2-3 euro per l’intera giornata), da cui partono le navette che portano al belvedere e all’inizio del ponte pedonale.

Senza auto, si arriva in treno fino a Orvieto (linea Firenze-Roma, circa 1 ora da Termini) oppure fino a Viterbo (linea regionale). Da entrambe le stazioni partono bus COTRAL per Bagnoregio, anche se il collegamento da Orvieto è più diretto e frequente. In alternativa, molte agenzie organizzano tour guidati con partenza da Roma che includono trasporto e visita.

Il ponte e l’ingresso al borgo

La prima immagine che resterà impressa è quella del ponte pedonale in cemento che collega Bagnoregio a Civita. Lungo circa 300 metri, sospeso sul vuoto della Valle dei Calanchi, regala già durante la percorrenza la vista della rupe di tufo con le sue case aggrappate alla sommità. È uno degli scorci più fotografati d’Italia — e il momento migliore per goderselo è la mattina presto, quando la luce radente mette in risalto le stratificazioni della roccia.

L’accesso al ponte è a pagamento: il biglietto costa 5 euro nei giorni feriali e nei weekend (tariffa 2025-2026, verificare sul sito del Comune di Bagnoregio). Si acquista alla biglietteria all’inizio del ponte o online sul portale ufficiale. Il borgo è aperto tutti i giorni, indicativamente dalle 8:00 al tramonto, ma in alta stagione l’orario si allunga fino a sera.

Cosa vedere a Civita di Bagnoregio

Piazza San Donato e il Duomo

Indirizzo: Piazza San Donato, Civita di Bagnoregio

Cosa lo rende speciale: La piazza principale di Civita è un luogo fuori dal tempo: invece della pavimentazione trovi breccia mista a terriccio, e ti sembra di essere piombato indietro di quattrocento anni. Al centro sorge il Duomo di San Donato, edificato nell’VIII secolo su un probabile tempio pagano e rimaneggiato in epoca rinascimentale. La facciata in peperino conserva elementi romanici autentici.

Da non perdere: Il crocifisso ligneo quattrocentesco all’interno, ritenuto miracoloso, a cui è legata la suggestiva Processione del Venerdì Santo. Sulla piazza si affaccia anche Palazzo Alemanni (1585), edificio rinascimentale che oggi ospita il Museo Geologico e delle Frane.

Il Museo Geologico e delle Frane

Indirizzo: Piazza San Donato, Palazzo Alemanni

Cosa lo rende speciale: Quattro sale raccontano la storia geologica di Civita: fossili marini, plastici del borgo, documentazione sulle frane che nei secoli hanno divorato i bordi dello sperone. È il museo giusto per capire perché questo posto si chiami “la città che muore” — e perché, nonostante tutto, resista.

Da non perdere: La sala con i reperti fossili, che mostra come la Valle dei Calanchi fosse un fondale marino milioni di anni fa.

La Grotta di San Bonaventura

Indirizzo: Nei pressi del parcheggio di Bagnoregio, a balcone su Civita

Cosa lo rende speciale: Antica tomba a camera etrusca scavata nel tufo, riutilizzata nel Medioevo come romitorio. La leggenda vuole che qui San Francesco abbia guarito miracolosamente il piccolo Giovanni di Fidanza, futuro San Bonaventura, da una malattia mortale. La grotta è a strapiombo sulla valle, con una vista mozzafiato su Civita.

Da provare: Raggiungetela al tramonto, quando la luce calda colpisce la rupe frontale e i calanchi si tingono di sfumature arancioni e viola.

Vicoli, botteghe e panorami

Oltre ai monumenti, il vero spettacolo di Civita è perdersi tra i vicoli. Oltrepassata la scenografica Porta Santa Maria — attribuita al Vignola, con un arco in peperino sormontato da una loggetta — si entra in un dedalo di stradine acciottolate, cortili nascosti, case medievali ornate da bifore e profferli. Gli scorci sulla Valle dei Calanchi si aprono all’improvviso tra un vicolo e l’altro.

Lungo la passeggiata incontrerete piccole botteghe artigiane dove si lavorano ceramica, legno e prodotti tipici. Imperdibile una tappa al Museo Antica Civitas, ricavato in una grotta etrusca nella parte opposta del borgo: espone oggetti della vita contadina e la ricostruzione di una stanza da letto d’epoca. Nello stesso edificio si trova anche la “Casa di Pinocchio”, piccola esposizione dedicata al burattino.

Per i più curiosi, fuori dai circuiti classici c’è la Cappella della Madonna del Carcere: una grotta naturale usata dagli Etruschi come sepolcro, poi diventata stalla e infine luogo sacro. È quel che resta dell’antica contrada “Carcere”, crollata a valle dopo il terremoto del 1695.

Dove mangiare

La cucina della Tuscia è protagonista nelle poche trattorie del borgo. I piatti da cercare sono i pici fatti a mano (al ragù, all’aglione o alle briciole), la zuppa di ceci e castagne, i salumi e i formaggi locali, e il vino della Tuscia (bianco fresco e minerale). Tutto accompagnato da una vista che da sola vale il viaggio: i ristoranti affacciati sulla valle regalano tramonti indimenticabili.

Se preferite spendere meno, a Bagnoregio (il paese “nuovo” da cui si parte) trovate trattorie familiari e pizzerie con prezzi più contenuti. Portatevi dietro una bottiglia d’acqua d’estate: il ponte va percorso a piedi e il sole picchia.

Dintorni di Civita di Bagnoregio

Una gita a Civita si può facilmente estendere ai dintorni. A mezz’ora d’auto c’è Orvieto, già in Umbria, con il suo Duomo gotico e il Pozzo di San Patrizio. Spostandosi verso sud si raggiunge il Lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa, perfetto per un bagno estivo o una tappa gastronomica nei borghi di Marta e Capodimonte.

Rientrando verso Roma, si può deviare per Viterbo e il suo quartiere medievale di San Pellegrino, o allungare fino alle terme libere delle Bullicame. Per chi cerca altre gite fuori porta nella regione, dai un’occhiata anche alla nostra guida sui Castelli Romani e su Tivoli.

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Scritto da Redazione