Roma in moto: itinerari su due ruote tra curve panoramiche e borghi del Lazio
Partire da Roma in moto significa, in meno di un’ora, ritrovarsi su strade che si arrampicano tra curve, borghi di tufo e laghi che sembrano alpini. Il Lazio è una delle regioni più sorprendenti d’Italia per il mototurismo: provinciali poco trafficate, panorami sull’Appennino e una sosta medievale dietro ogni tornante. Ecco gli itinerari migliori, con percorsi, distanze e borghi da non perdere.
La Tuscia Viterbese: tufo, mostri e borghi sospesi
Percorso: Viterbo → Bomarzo → Civita di Bagnoregio → Caprarola → Viterbo (circa 140 km).
Cosa lo rende speciale: le strade secondarie della Tuscia hanno poco traffico, curve medie e paesaggi di tufo e campagna. La SS2 Cassia tra Roma e Viterbo è monotona e trafficata: meglio le provinciali.
Da non perdere: il Parco dei Mostri di Bomarzo, la Civita di Bagnoregio collegata al mondo solo da un ponte, e il Palazzo Farnese di Caprarola. Base ideale per il giro è Viterbo, capoluogo della Tuscia.
Sabina e Monte Terminillo: la salita dei centauri
Percorso: SS4 Salaria → Casperia → Orvinio → Abbazia di Farfa, oppure salita al Monte Terminillo da Rieti.
Cosa lo rende speciale: con i suoi 2.217 metri, il Terminillo è una delle mete più amate dai motociclisti del centro Italia: curve mozzafiato, asfalto quasi sempre buono e panorami d’alta quota. La Salaria verso Rieti è una strada da motociclista, con la Valle del Tevere che scorre sotto.
Da non perdere: i borghi sabini di Casperia e Orvinio, e l’Abbazia di Farfa, tra le più antiche d’Europa.
Lago del Turano e Lago del Salto: il piccolo Trentino del Lazio
Percorso: SP34, SP22 e SP23 attorno ai due laghi artificiali, partendo dalla Salaria o da Rieti.
Cosa lo rende speciale: dighe, gallerie, curve “da sorriso sotto il casco” e un paesaggio che sembra uscito dalle Alpi. È uno degli itinerari più amati del reatino, perfetto per una giornata intera.
Da non perdere: la vista dalla diga del Lago del Salto e i borghi arroccati che si specchiano nell’acqua.
Valle dell’Aniene e Monti Simbruini: curve tecniche sull’Appennino
Percorso: da Roma (A24) → Anticoli Corrado → Saracinesco → Cervara di Roma → Subiaco → rientro (circa 120 km).
Cosa lo rende speciale: considerato il percorso in moto più bello vicino a Roma. La SP che sale verso Cervara di Roma (1.053 m) regala curve tecniche e panorami sull’Appennino.
Da non perdere: i monasteri benedettini di Subiaco e la Gola dell’Aniene.
Monti Cimini e Lago di Vico: ombra e curve nel bosco
Percorso: Viterbo → Foresta Cimina → Lago di Vico → Ronciglione → Caprarola (circa 80 km).
Cosa lo rende speciale: il giro attorno al Lago di Vico, nella Foresta Cimina, è tra i tratti più belli del Lazio: ombra garantita d’estate, curve tecniche e scorci sul lago vulcanico.
Da non perdere: il borgo di Ronciglione, celebre per il Carnevale.
Castelli Romani e Ciociaria: vulcani e mura ciclopiche
Percorso: dai Castelli Romani o dall’A1 (Colleferro) → Anagni → Alatri → Arpino (fino a 180 km da Roma).
Cosa lo rende speciale: strade meno panoramiche della Tuscia ma borghi “ciclopici” di grande fascino. La Via Laurentina verso i Castelli è panoramica e scorrevole; la SS6 Casilina ha traffico pesante, meglio le provinciali.
Da non perdere: la cattedrale di Anagni, le mura megalitiche di Alatri e la casa natale di Cicerone ad Arpino.
Consigli pratici per girare in moto nel Lazio
Le moto entrano quasi ovunque, anche nei borghi con ZTL: verificate i segnali, che spesso prevedono corsie libere. Portate sempre un kit di riparazione forature e controllate le previsioni in quota: sul Terminillo il clima cambia in fretta. Evitate SS2 Cassia (traffico e camion), SS6 Casilina (traffico pesante) e il Grande Raccordo Anulare. Viterbo e Rieti hanno buone officine per eventuali emergenze.