Le fontane di Roma: da Trevi alle fontanelle, storie e segreti
Roma è da sempre una città d’acqua. Fin dall’antichità, gli acquedotti portavano in città milioni di litri al giorno, alimentando terme, ninfei e fontane pubbliche. Oggi le fontane di Roma sono molto più che semplici punti dove dissetarsi: sono opere d’arte a cielo aperto, teatri barocchi scolpiti nel travertino, simboli di una città che ha fatto dell’acqua uno spettacolo. Dalla maestosa Fontana di Trevi alle umili fontanelle di quartiere, ogni fontana racconta una storia. Ecco un viaggio tra le più belle, ricco di aneddoti e curiosità.
Fontana di Trevi
È la fontana più famosa del mondo, punto di passaggio obbligato per chi visita la Capitale. Adagiata sulla facciata di Palazzo Poli, nel cuore del centro storico, la Fontana di Trevi è la più grande fontana di Roma e fu inaugurata il 22 maggio 1762.
📍 Indirizzo: Piazza di Trevi, rione Trevi
🖋️ Cosa la rende speciale: La sua storia inizia molto prima del Settecento. Già nel 1410, nel punto terminale dell’Acquedotto dell’Acqua Vergine (fatto costruire da Marco Vipsanio Agrippa nel 19 a.C.), esisteva una fontana a tre bocche che dava il nome al trivio — da cui “Trevi”. Papa Urbano VIII nel 1640 affidò a Gian Lorenzo Bernini il progetto di trasformarla in uno spazio scenografico, ma i fondi scarseggiarono e il cantiere si fermò. Ci vollero quasi cent’anni, un concorso vinto dall’architetto Nicola Salvi e il finanziamento tramite la reintroduzione del gioco del lotto, perché l’opera venisse finalmente completata da Pietro Bracci e suo figlio Virgilio. Al centro domina la figura di Oceano alla guida di un cocchio a forma di conchiglia trainato da cavalli marini.
🔍 Curiosità: Il famoso “asso di coppe” sul lato destro della fontana? Non è una coppa, ma il contenitore che i barbieri usavano per riporre gli attrezzi. La leggenda vuole che Salvi lo fece costruire apposta per coprire la visuale a un barbiere che, dalla sua bottega, non smetteva di criticare i lavori. Un’altra chicca: perché qui non si vedono piccioni? La struttura è elettrificata con piccole scariche innocue che tengono lontani i volatili e preservano il marmo. Per approfondire la storia di questa meraviglia, leggi la nostra guida completa alla Fontana di Trevi.
Fontana dei Quattro Fiumi
Capolavoro assoluto del barocco romano, domina il centro di Piazza Navona con la sua scogliera di travertino e l’obelisco egizio che si slancia verso il cielo.
📍 Indirizzo: Piazza Navona, 90 — Rione Parione
🖋️ Cosa la rende speciale: Commissionata da papa Innocenzo X Pamphilj e realizzata da Gian Lorenzo Bernini tra il 1648 e il 1651, la fontana rappresenta i quattro grandi fiumi dei continenti allora conosciuti: il Nilo (Africa), il Danubio (Europa), il Gange (Asia) e il Rio de la Plata (Americhe). Le quattro statue monumentali, opera degli allievi del Bernini (Raggi, Poussin, Fancelli e Ferrata), circondano uno scoglio traforato sormontato dall’obelisco di granito rosso proveniente dal Circo di Massenzio, con la colomba Pamphilj in cima. Suggestiva di giorno, magica la sera quando le luci ne esaltano i giochi d’acqua e le figure scolpite.
🔍 Curiosità: Dalla metà del Seicento a fine Ottocento, durante il caldo mese di agosto, gli scarichi della fontana venivano chiusi per allagare la piazza: un rinfrescante spettacolo acquatico che i romani adoravano.
Fontana della Barcaccia
Ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, in una delle piazze più amate al mondo, la Fontana della Barcaccia è una delle opere più originali e fotografate di Roma.
📍 Indirizzo: Piazza di Spagna — Rione Campo Marzio
🖋️ Cosa la rende speciale: Realizzata tra il 1626 e il 1629 da Pietro Bernini, padre del più celebre Gian Lorenzo, su commissione di papa Urbano VIII Barberini. La forma ricorda una barca che affonda, con l’acqua che sembra straripare dai lati. La scelta non fu casuale: la bassa pressione dell’Acquedotto dell’Acqua Vergine in quel punto non permetteva zampilli alti, e Bernini padre trasformò il limite in un’idea geniale. La leggenda narra che la forma a barca sia ispirata a un’imbarcazione arenatasi nella piazza dopo una storica piena del Tevere.
🔍 Curiosità: Spesso quasi nascosta dalla folla seduta sul bordo, è stata sottoposta a un importante restauro tra il 2013 e il 2014, finanziato in parte da donazioni private e dalla maison Bulgari.
Fontana del Tritone
Al centro di Piazza Barberini, la Fontana del Tritone è una delle creazioni più audaci e dinamiche di Gian Lorenzo Bernini.
📍 Indirizzo: Piazza Barberini — Rione Trevi
🖋️ Cosa la rende speciale: Realizzata tra il 1642 e il 1643 per volere di Urbano VIII Barberini, è diversa da tutte le altre fontane barocche: non poggia su un basamento scultoreo tradizionale ma su una struttura cava al centro, con quattro delfini che sorreggono una conchiglia su cui troneggia il dio Tritone che soffia in una buccina, producendo un alto getto d’acqua. Le api, simbolo araldico dei Barberini, compaiono sullo stemma tra i delfini e rappresentano il trionfo della Divina Provvidenza.
🔍 Da non perdere: La sera, quando la piazza si svuota dal traffico, la fontana illuminata crea un’atmosfera quasi surreale nel cuore del rione Trevi.
Fontana dei Leoni a Piazza del Popolo
Nel maestoso ovale di Piazza del Popolo, la Fontana dei Leoni dialoga con l’obelisco sistino in un equilibrio perfetto tra architettura neoclassica e rigore scenografico.
📍 Indirizzo: Piazza del Popolo — Rione Campo Marzio
🖋️ Cosa la rende speciale: Progettata da Giuseppe Valadier tra il 1814 e il 1828, la fontana presenta quattro leoni in marmo bianco in stile egizio, accovacciati attorno all’obelisco di Ramses II portato a Roma da Augusto. Dalle loro fauci sgorgano getti d’acqua che creano giochi di luce spettacolari. Insieme alle due fontane gemelle ai lati della piazza (la Fontana del Nettuno e la Fontana della Dea Roma), forma un tridente d’acqua che accoglie chi arriva da via del Corso, da via del Babuino e da via di Ripetta.
🔍 Curiosità: La piazza è stata resa interamente pedonale alla fine degli anni Novanta e la fontana ha beneficiato di un restauro completo nel 2015.
Fontana di Piazza della Rotonda
Proprio davanti al Pantheon, questa fontana cinquecentesca è una delle più eleganti e fotografate di Roma, specialmente al tramonto.
📍 Indirizzo: Piazza della Rotonda — Rione Pigna
🖋️ Cosa la rende speciale: Progettata da Giacomo Della Porta e scolpita da Leonardo Sormani alla fine del Cinquecento, la fontana fu arricchita nel 1711 da papa Clemente XI Albani con un obelisco egizio in granito rosso su basamento di Filippo Barigioni. Realizzata in travertino, marmo di Carrara, granito rosso e bronzo, è circondata da delfini e mascheroni. Al tramonto, il sole che cala alle spalle del Pantheon crea riflessi dorati sull’acqua e sulle pietre antiche: uno degli scorci più romantici della città.
Fontana delle Naiadi
Snodo tra la stazione Termini e il centro, la Fontana delle Naiadi è una delle più imponenti e discusse opere scultoree della Roma post-unitaria.
📍 Indirizzo: Piazza della Repubblica — Rione Castro Pretorio
🖋️ Cosa la rende speciale: Iniziata nel 1885 su progetto di Alessandro Guerrieri e completata nel 1914 con le sculture di Mario Rutelli (bisnonno dell’ex sindaco Francesco Rutelli), la fontana presenta quattro ninfe (le Naiadi) che giocano con animali acquatici: la Ninfa dei Laghi con un cigno, la Ninfa dei Fiumi con un mostro fluviale, la Ninfa degli Oceani con un cavallo marino e la Ninfa delle Acque Sotterranee con un drago. Al centro, il possente Glauco che lotta con un delfino.
🔍 Curiosità: All’inaugurazione del 1901, le statue femminili — considerate troppo sensuali per l’epoca — fecero scandalo tra i benpensanti romani. La fontana rimase coperta per anni prima di essere definitivamente accettata e ammirata come oggi.
Fontane di Piazza Farnese
Due fontane gemelle, eleganti e sobrie, incorniciano una delle piazze più nobili di Roma, dominata dall’imponente Palazzo Farnese.
📍 Indirizzo: Piazza Farnese — Rione Regola
🖋️ Cosa le rende speciali: In origine erano due enormi vasche di granito egiziano provenienti dalle Terme di Caracalla, probabilmente utilizzate come abbeveratoi. Fu nel 1626 che l’architetto Girolamo Rainaldi le trasformò in vere fontane, creando sette punti di fuoriuscita dell’acqua: lo zampillo centrale, due alle estremità della vasca antica e altri quattro getti nella vasca più grande. I gigli araldici dei Farnese decorano i bordi, ricordando la potenza della famiglia che commissionò la piazza.
Fontana della Dea Roma al Campidoglio
Sullo sfondo della piazza progettata da Michelangelo, questa fontana completa con discrezione e solennità uno dei più celebri scenari urbani del mondo.
📍 Indirizzo: Piazza del Campidoglio — Rione Campitelli
🖋️ Cosa la rende speciale: Collocata nella nicchia centrale del Palazzo Senatorio, tra le statue del Nilo e del Tevere, la fontana fa parte integrante del disegno michelangiolesco della piazza. Nel 1593 la statua originale di Minerva fu sostituita con una figura in porfido e marmo che rappresenta la Dea Roma, con globo e lancia. È una fontana meno spettacolare di altre ma dal fascino solenne, simbolo del potere civile della città.
Le Quattro Fontane
All’incrocio tra via delle Quattro Fontane e via del Quirinale, quattro fontane incastonate negli angoli dei palazzi celebrano il pontificato di Sisto V e l’acqua che scendeva dal colle.
📍 Indirizzo: Incrocio via delle Quattro Fontane / via del Quirinale — Rione Monti
🖋️ Cosa le rende speciali: Realizzate tra il 1588 e il 1593 sotto la direzione di Domenico Fontana (e forse con il contributo di Pietro da Cortona), rappresentano rispettivamente: il Tevere (dio fluviale con la lupa capitolina), il Nilo (o Aniene), la dea Diana e la dea Giunone. Da questo incrocio si gode una tripla prospettiva straordinaria: gli obelischi di Trinità dei Monti, del Quirinale e di Santa Maria Maggiore, oltre al celebre arco di Porta Pia.
I Nasoni: le fontanelle di Roma
Se le fontane monumentali sono opere d’arte, i nasoni sono l’anima popolare di Roma. Nate dopo il 1870 con Roma Capitale, queste fontanelle in ghisa dal caratteristico rubinetto ricurvo a forma di naso (da cui il nome) furono un’intuizione del sindaco Luigi Pianciani e dell’assessore Rinazzi: garantire acqua potabile gratuita e favorire l’igiene pubblica in ogni angolo della città.
📍 Dove trovarli: Ovunque — oggi se ne contano circa 2.800 sparsi per tutti i quartieri di Roma e anche in alcuni comuni del Lazio.
🖋️ Cosa li rende speciali: L’acqua dei nasoni proviene dagli stessi acquedotti che riforniscono le case private ed è sempre corrente: il flusso continuo garantisce ossigenazione e ricambio costante, mantenendo l’acqua fresca e potabile. Una caratteristica geniale è il piccolo foro sul rubinetto: tappando con un dito l’uscita principale, l’acqua zampilla verso l’alto, creando una fontanella portatile perfetta per bere senza chinarsi.
Per una mappa completa dei nasoni in città, consulta la nostra guida ai nasoni di Roma.
L’acqua di Roma: la monetina e altre tradizioni
Chiudiamo con un rito che unisce tutte le fontane: il gesto di gettare la monetina. Alla Fontana di Trevi, la tradizione vuole che si lanci una moneta con la mano destra, di spalle e a occhi chiusi, per assicurarsi il ritorno a Roma. Ogni giorno vengono recuperati circa 3.000 euro dal bacino — una somma interamente devoluta alla Caritas per progetti di solidarietà.
Accanto alla Fontana di Trevi si trova anche la piccola Fontana degli Innamorati: la leggenda racconta che le ragazze romane facessero bere da questa fonte i fidanzati in partenza per la guerra, perché l’acqua — ritenuta sacra fin dall’antichità — ne garantisse il ritorno. Roma e l’acqua, del resto, sono un binomio che dura da oltre duemila anni.